Comitato Nazionale del Paesaggio

Le fonti rinnovabili per la produzione di energia in Abruzzo da occasione di tutela ambientale a grave elemento di distruzione dell’ambiente e del paesaggio

Si terrà il 26 febbraio 2011 a Vasto (CH) alle ore 15:00 presso il Palazzo d’Avalos (sala Michelangelo) un convegno organizzato da LIPU, CNP, Altura e Comitato Dinamismi dal titolo “Le fonti rinnovabili per la produzione di energia in Abruzzo da occasione di tutela ambientale a grave elemento di distruzione dell’ambiente e del paesaggio”. Interverranno:

Stefano Allavena – moderatore (Delegato regionale LIPU / Presidente Altura); Carlo Ripa Di Meana (Presidente Comitato Nazionale del Paesaggio); Enzo Cripezzi (Lipu Regione Puglia); Marco Manilla (Turismo Verde); Domenico Melchiorre (Coldiretti di Chieti) Michele Petraroia (Consigliere Regionale – Regione Molise); Paola Meo (Portavoce Comitato Dinamismi); Aurelio Manzi (Naturalista e Storico dell’Agricoltura) Ivan Serafini (Presidente Centro di Studi della Montagna Vastese).

Le Associazioni ambientaliste firmatarie di questo Manifesto hanno ripetutamente potuto constatare come, in Abruzzo, si stia assistendo al diffondersi, senza pianificazione, di alcune forme di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, con particolare riferimento all’energia eolica, all’energia solare e
all’utilizzo di biomasse.
Mentre riteniamo che l’utilizzo delle fonti rinnovabili possa svolgere un’utile funzione nella mitigazione del cosiddetto effetto serra e dei cambiamenti climatici, purché accompagnato da adeguate azioni di risparmio energetico, in merito al quale non si adottano ormai da tempo misure ed iniziative utili, non possiamo accettare che il ricorso alle fonti rinnovabili diventi non un contributo alla difesa dell’ambiente, quale dovrebbe essere, ma uno dei principali elementi di distruzione e di degrado del paesaggio, degli ambienti naturali, della fauna selvatica, quale invece molto spesso è.
Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito con crescente preoccupazione al dilagare delle centrali eoliche e da qualche tempo di quelle fotovoltaiche e delle centrali a biomasse, non certo per un improvviso risveglio di sensibilità e di interesse per l’ambiente ma per il fatto che queste forme di produzione di energia godono in Italia di un vantaggiosissimo meccanismo di incentivazione pubblica. IL più vantaggioso del mondo e naturalmente a spese dell’ignaro contribuente. L’affare è quindi quanto mai lucroso, almeno fino ad ora, ed infatti ci si sono buttati affaristi senza scrupoli e la criminalità organizzata, come ampiamente evidenziato dai mezzi di informazioni, ad esempio, in Sicilia, in Calabria, in Sardegna.
L’Abruzzo, la terra dei parchi, conosciuta ormai non solo in Italia ma in Europa, per il suo grande patrimonio naturalistico, la sua fauna d’eccezione, i suoi paesaggi unici, non è stata certo risparmiata dall’assalto dell’eolico e poi del fotovoltaico e delle biomasse. Nulla abbiamo contro le fonti di energia rinnovabile ma molto invece contro iL modo in cui le relative centrali si vanno diffondendo sul territorio della Regione, considerata a ragione una delle più importanti d’Italia per gli ambienti naturali che la caratterizzano e per le specie di animali selvatici e, in particolare, di mammiferi e di uccelli, tra cui alcune rare, minacciate di estinzione e particolarmente tutelate a livello nazionale e comunitario, che vi vivono e che vi si riproducono, come l’orso marsicano, il camoscio d’Abruzzo, l’avvoltoio grifone, l’aquila reale, il nibbio reale, il falco lanario e il gracchio corallino. Ma questa Regione é caratterizzata anche da una grande varietà di ambienti che vanno dalle praterie d’alta quota e dalle foreste di pino mugo della Maiella, alle faggete secolari di tanti massicci montani, ai boschi di querce con esemplari spesso giganteschi, agli ambienti agrari di grande valore anche storico e culturale, ai borghi di grande valore architettonico e storico, ai corsi d’acqua e alle zone umide.
Si tratta di un territorio che, malgrado le tante violenze che ha già subito, costituisce ancora un complesso armonico caratterizzato da paesaggi di grande bellezza e di grande pregio, giunti quasi miracolosamente in condizioni di integrità soddisfacente fino ai giorni nostri, e che, tra l’altro, se correttamente gestito e valorizzato, può essere la materia prima per lo sviluppo di correnti significative di turismo escursionistico, naturalistico, culturale e ricreativo, e che quindi costituisce una risorsa economica di notevole importanza per le comunità
locali.

Tuttavia, il proliferare delle centrali eoliche industriali sta diventando, per le gigantesche dimensioni delle torri eoliche e delle pale, per il numero dei progetti e degli aerogeneratori che si vogliono realizzare, per le infrastrutture che necessariamente le accompagnano, motivo di danno grave ed irreversibile al paesaggio, all’ambiente e a molte specie di fauna, soprattutto per collisione con le pale rotanti e per la distruzione di essenziali ambienti di vita per queste specie.
Inoltre, il forte impulso che sta avendo il settore delle centrali fotovoltaiche
sta provocando in molti territori la distruzione del paesaggio agrario e la perdita
di vaste e crescenti estensioni di zone agricole, di grande importanza paesaggistica, storica, ambientale, culturale ed anche economica, mentre le centrali a biomasse costituiscono motivo di grave sfruttamento dei boschi per trarne il combustibile necessario al loro funzionamento.
Per porre un efficace rimedio a questa grave situazione le Associazioni firmatarie chiedono alla Regione Abruzzo:
1) di escludere con proprio specifico provvedimento la realizzazione dì centrali eoliche, fotovoltaiche e a biomasse, nei parchi nazionali e regionali, nelle riserve naturali, nelle Zone di Protezione Speciale e nei Siti di Interesse Comunitario, facenti parte della Rete Natura 2000, nelle IBA (Important Bird Areas), nei siti tutelati in quanto di interesse paesaggistico e archeologico, lungo le rotte degli uccelli migratori, nelle oasi di protezione della fauna, più un’adeguata fascia di rispetto larga almeno 5 chilometri, in applicazione del Decreto Ministeriale “Linee guida per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili” del 10 settembre 2010 (Allegato 3 lettera f), cui le Regioni dovevano dare adempimento entro il 10 gennaio 2010 ed al quale la Regione Abruzzo ha fatto finta di adeguarsi con il Decreto della Giunta Regionale n. 1032 del 29 dicembre 2010 “Attuazione delle Linee Guida per l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili di cui al D.M. 10.09.2010″, che, nella sostanza, non ha cambiato assolutamente nulla per quanto concerne le modalità dì rilascio delle autorizzazioni da parte della Regione ed inoltre non ha provveduto ad individuare alcuna zona di esclusione per motivi ambientali, paesaggistici ed archeologici f
2) di escludere la realizzazione di centrali eoliche e fotovoltaiche nei contesti paesaggistici di grande valenza culturale oltre che ambientali, paesaggi agrari storici, paesaggi agrari connessi alla coltivazione di produzioni tipiche, di pregio, oltre che alle produzioni doc e dop.
3) di escludere detti impianti nelle vicinanze delle aree archeologiche, degli insediamenti storici e monumentali, dei centri medievali
4) di dare attuazione all’invito formulato dal Ministero dell’ambiente, con lettera del t8 ottobre 2010, di avviare una procedura di VAS, cioè in pratica di programmazione a livello regionale “in considerazione del grande numero di pro getti, sia di impianti eolici che fotovoltaici, dislocati e previsti nella Regione Abruzzo.. .al fine di fornire un quadro esaustivo di tutte le interferenze ambientali sulla base del quale realizzare una programmazione energetica a scala più ampia, allo scopo di garantire uno stato di conservazione soddisfacente del patrimonio ambientale regionale”, tenendo tra l’altro conto nelle valutazioni ambientali dell’effetto cumulo di tutti gli altri interventi programmati ad insistere sulla medesima area. L’invito del Ministero é, tra l’altro, perfettamente in linea con le indicazioni fornite dal D.M. sulle linee guida del io settembre 2010, già ricordato, contenute nell’Aiuto 3 lettera f. Risulta che finora i competenti uffici della Regione ed in particolare il Comitato VIA della stessa abbiano completamente disatteso anche le raccomandazioni del Ministero, continuando ad esaminare, e il più delle volte ad approvare, progetti di centrali eoliche e fotovoltaiche senza tenere in alcuna considerazione un discorso di programmazione e di valutazione dell’effetto cumulo.