CARLO RIPA DI MEANA: COPENAGHEN
CARLO RIPA DI MEANA: «BASTA CON LE RETICENZE E LA DISINFORMAZIONE SULLA TRUFFA EOLICA ITALIANA»
L’Italia ha dunque pagato un prezzo altissimo perdendo ampi lembi del suo mirabile paesaggio e bruciando, in una gigantesca operazione che viene oggi definita come truffa internazionale, risorse, denaro dei bilanci nazionali, regionali e locali, e del bilancio, più ampio, dell’Unione Europea.
Delle responsabilità delle persone arrestate e indiziate si occuperà la Giustizia penale e amministrativa. Noi, Comitato Nazionale del Paesaggio, nato otto anni fa per svelare l’impostura dell’eolico in Italia e il suo aspetto predatorio del patrimonio paesaggistico e della ricchezza nazionale, esprimiamo, in paziente attesa, perché si accendano finalmente tutti i riflettori sui risultati dell’inchiesta della Magistratura che, su questo viluppo di presunto gravissimo malaffare, finora sono stati spenti di forza, o volontariamente disinseriti.
Cosa hanno fatto i vari Ministri dell’Ambiente che si sono succeduti nella imperturbabilità, mentre il paesaggio italiano veniva sfigurato, in molte delle regioni della penisola e nelle isole, a partire dalla Sicilia e dalla Sardegna, dal brutale business eolico? Cosa hanno detto di vero, di documentato, di responsabile i leader politici nazionali, regionali e locali? Nulla i primi, i Ministri, i Governi. Nulla, salvo cinque coraggiose e solitarie eccezioni, i leader politici e i capigruppo parlamentari. Cosa hanno deciso di affrontare con libere inchieste, con liberi dibattiti, i Direttori dei telegiornali, delle radio, dei giornali, tutti stretti in un significativo silenzio, in una omissione di informazione? Anche qui, nulla, il silenzio più assoluto, con pochissime eccezioni e spesso, anche nel caso delle eccezioni, timidissime parole. Quando, in Italia, si potrà dire tutta la verità su questo raggiro che, negli anni tra l’altro dei maggiori sacrifici economici per ciascuno, per ogni famiglia, per ogni comunità, per ogni Amministrazione locale, con la retorica vuota e ingannevole della risorsa eolica in Italia ha bruciato imponenti ricchezze di tutti?
Il Comitato Nazionale del Paesaggio non mancherà di mobilitarsi e giura, oggi, di centuplicare la sua iniziativa ricorrendo, se sarà necessario, alle più dure denunce individuali per reticenza e omissioni. E cominciamo chiedendo alle importanti Associazioni ambientaliste che hanno, con i loro Protocolli d’intesa con l’ANEV, non più tardi di 56 ore fa, identificato con quella espressione di Confindustria le loro intese. Non mi riferisco solo a quelle di Legambiente e Greenpeace, ma anche a quella precedente del WWF e all’inspiegabile silenzio sulla questione eolica del benemerito Fondo Ambiente Italiano – FAI, che non ha mai, finora, avanzato una sola riserva sulla distruzione sistematica del paesaggio del nostro paese per via del business eolico.
Carlo Ripa di Meana
Presidente del CNP
Roma, 11.11.2009
EOLICO: solo livore dai filoeolici
COMUNICATO STAMPA
16
luglio 2009
EOLICO: solo livore dai
filoeolici.
In
risposta alle associazioni ambientaliste ed agli
Enti vari che non hanno apprezzato la
conferenza stampa di Coldiretti, Amici della Terra,
Italia Nostra ed altri del 15 luglio 2009 sulla
diffusione selvaggia e non regolamentata delle
centrali eoliche industriali in Italia,
rispondiamo:
chi
mistifica è chi fa finta di non sapere che in tutta
Europa c'è una rivolta contro l'intrusione delle
grandi macchine eoliche industriali nella vita delle
comunità rurali e montane, organizzata nell'
EPAW.(
vedere sito internet per calcolare la diffusione e
la qualità della protesta !).
Chi
mistifica è chi fa del " benaltrismo ", dimenticando
che, ad esempio Italia Nostra indicava le linee per
salvare il paesaggio da cave, ecomostri, grandi opere
inutili, e urbanistica sbagliata e speculativa già
negli anni 50. Proseguendo costantemente fino ad oggi
in tale attività di denuncia.
Chi
mistifica è chi fa finta di non sapere che con
ripetute dichiarazioni i più grandi esperti italiani
( Rubbia , Maugeri, Coiante etc ) affermano che
in Italia è sbagliato puntare sul vento, quando tutto
l'impegno dovrebbe essere rivolto al
sole.
Fino
ad oggi i sostenitori dell'eolico hanno contato su un
coro sempre ben intonato alla esaltazione della
"energia rinnovabile più avanzata e e meno costosa ".
Dobbiamo dedurre dalle loro reazioni che siano
arrabbiati perchè abbiamo svelato molte cose rimaste
per troppo tempo occultate:
-
La rivolta delle popolazioni locali e dei loro più
sensibili rappresentanti contro l'arrivo, nei propri
territori, dei facilitatori dell'eolico
e delle multinazionali, che rubano loro la
ricchezza dei paesaggi incontaminati delle aree
interne.
-
La inammissibile incentivazione data all'eolico in
Italia, che, dai dati dela CE risulta essere la
più alta d'Europa e forse la più duratura
nel tempo.
-
Il non rilevante e non risolutivo apporto dell'eolico
per il raggiungimento degli obiettivi assegnati
dall'Europa sul clima e per risolvere il problema
dell'approvvigionamento
energetico.
Dal
position paper del Governo Prodi alla CE (2007
), risulta che al 2020, con installati 12.000 MW
di torri eoliche l'apporto sarà di 1,9 Mtep, che
corrispondono all'1,3 dei consumi finali di energia
del nostro paese.
Tanta
adulterazione al paesaggio italiano e tanti disagi e
danni alle popolazioni locali non valgono un così
basso risultato.
LA STANGATA DI OBAMA LA GRANDE IMPOSTURA CLIMATICA
di Carlo Ripa di Meana
Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio
Non credo al riscaldamento globale causato
dall’uomo e dunque alla origine antropica
dell’effetto serra. Non credo, pertanto, alla
teoria che ne discende messa a punto negli ultimi
anni dall’IPCC-International Panel on Climate
Ch’ange (ONU): il cambiamento climatico,
andrebbe stabilizzato, secondo l’IPCC,
riducendo e governando i gas a effetto serra
nell’atmosfera, e, come prima misura, stivando
nelle miniere dismesse il surplus di
CO2
prodotto
in questi anni.
Il clima è sempre in cambiamento. Pretendere di
determinarlo è un atteggiamento prometeico. La sua
evoluzione dipende da molti fattori: certo anche
dalla composizione chimica dell’atmosfera, ma
egualmente dalla dinamica delle grandi masse
oceaniche, dai campi magnetici prodotti dal
“vento solare”, dalla traiettoria che la
terra percorre nella galassia, solo per ricordarne
alcuni.
Il CNP appoggia il Sindaco di Volterra contro l'eolico
LODE A CHI ONORA LA PROPRIA TERRA
Firenze 16-giugno 09
Come Associazioni ambientaliste che si sono sempre
impegnate per una corretta pianificazione
dell’inevitabile sviluppo delle energie
rinnovabili e che hanno da sempre espresso posizioni
critiche sullo sviluppo dell’eolico in Italia,
da anni ormai legato quasi esclusivamente a logiche
speculative e drogato da lautissimi incentivi
(Certificati verdi) a carico della collettività,
vogliamo esprimere tutto il nostro apprezzamento per
la coraggiosa presa di posizione
dell’ex-Sindaco di Volterra, Cesare Bartaloni,
che ha vietato l’installazione di tali impianti
industriali nel proprio Comune.
Rimaniamo sconcertati di fronte e alle proteste per
questa decisione di taluni che si definiscono
‘ambientalisti’ ma che di fatto abdicano
alla tutela dell’ambiente per porsi al servizio
di speculatori, che sono gli unici a guadagnare da
tali impianti dietro la mistificazione dell’
‘energia pulita’.
Il paesaggio di Volterra, Comune proposto per essere
inserito nella lista del patrimonio mondiale Unesco,
è riconosciuto in tutto il mondo e non deve essere
compromesso dall’installazione di tali enormi
manufatti industriali. Oltre al paesaggio va anche
tutelata la ricchezza naturalistica delle colline
circostanti e le attività economiche ad essa
correlate, gli ultimi dati ufficiali sul turismo in
Toscana premiano infatti il comparto agrituristico,
l’unico che ‘regge’ ancora in un
periodo di grave crisi quale quello odierno.
Auspichiamo che anche il nuovo giovane Sindaco di
Volterra Marco Buselli continui sulla stessa strada
del predecessore, dal momento che il territorio di
Volterra e della Val di Cecina sono in grave pericolo
interessati come sono da numerosi progetti
eolici.Chi
vi si reca lungo la Statale della Val di Cecina, già
oggi si trova davanti 6 torri del Comune di
Montecatini Val di Cecina e, se tutti progetti
verranno realizzati, verrà accolto da altre 8 torri
alte 150 metri previste nel Comune di Montescudaio, a
sinistra troverà le 17 torri del Comune di Riparbella
e salendo lungo le tortuose curve che da Saline
portano alla città lo sguardo spazierà a sinistra non
più sulle dolci colline toscane, ma sugli ulteriori
10 aerogeneratori di Lajatico e sui 26 previsti a
Casciana-Santa Luce, mentre a destra
l’orizzonte sarà saturato da ulteriori 10 torri
a Monteverdi Marittimo.
Potremo così dare l’addio al nostro celebrato
paesaggio in cambio di circa 80 torri che produrranno
pochissima energia, ricordiamo che la zona produce
già energia da fonti non-fossili in abbondanza (con
la geotermia) pari a quanto produrrebbero oltre 2.000
pale eoliche, inammissibili in uno dei paesaggi più
struggenti del mondo.Tale
assedio non è certo opera di una corretta
pianificazione ma è dovuto a una nuova
‘colonizzazione’ da parte di speculatori
esteri che illudono i Comuni con la promessa di
royalties garantendosi così l’appoggio di
alcuni sindaci locali pronti a svendere il proprio
territorio in cambio di pochi spiccioli.
Mariarita Signorini Consiglio nazionale Italia
NostraCarlo
Ripa di Meana Presidente del Comitato nazionale del
PaesaggioAlberto
Pinelli Presidente onorario di Mountain Wilderness
Italia
Comitato dell’Ariacheta
“Dove osano le pale”
Prima
camminata dell’Ariacheta contro l’eolico
industriale
-
San Godenzo (Fi), 2 giugno 2009 -
sul
crinale appenninico tra Toscana ed Emilia
Romagna
dalla
Fiera dei Poggi al Monte Peschiena
Il comitato apartitico Ariacheta organizza e invita a partecipare alla prima manifestazione pubblica organizzata in Italia contro il progetto di un impianto eolico industriale. Alla camminata aderiscono ufficialmente organizzazioni locali, nazionali e internazionali tra cui Italia Nostra, CAI, WWF, Lipu-BirdLife Italia, Pronatura, CNP, EPAW, e un notevole numero di comitati sorti contro agli impianti eolici industriali.
Leggi il resto dell'articolo ...Convegno Internazionale “IL PAESAGGIO SOTTO ATTACCO – LA QUESTIONE EOLICA” a Palermo il 27-28 marzo
La Regione Sicilia, con la collaborazione di un
gruppo di associazioni ambientaliste tra cui il CNP,
organizza un convegno internazionale per esaminare
nei loro diversi aspetti il carattere, i pericoli e i
limiti del ricorso alla produzione di energia dal
vento.Saranno
presenti l’ex-Presidente della Repubblica
Francese Valery Giscard d’Estaing e un nutrito
numero di esperti e personalità della cultura
provenienti da tutta Europa e dagli Stati
Uniti.Nessuno
può dichiararsi contrario per principio
all’utilizzazione di fonti di energia
rinnovabili e pulite. Tuttavia la sregolata
proliferazione degli impianti eolici che sta
colonizzando ampi e preziosi settori del paesaggio
naturale in Europa e nel resto del mondo, giustifica
serie perplessità e sollecita precise, urgenti
risposte. Colpisce la innegabile sproporzione tra il
grave danno ambientale causato dalle selve degli
aerogeneratori e il loro contributo, del tutto
marginale, alla soluzione del problema energetico. Al
danno sociale, culturale ed economico al paesaggio,
provocato dal proliferare selvaggio ed incontrollato
delle centrali eoliche, va aggiunto quello arrecato
agli ambienti naturali, alla fauna, alla flora,
all’assetto idrogeologico di vasti territori,
in molti casi, di grande valore ambientale pervenuti,
fino ad oggi, in condizioni di integrità.
Noi crediamo che la qualità del paesaggio, con tutta
la ricchezza di echi culturali, di memorie storiche,
di specificità ecologiche che in esso si manifesta,
rappresenti un bene primario, non negoziabile al di
fuori di circoscritti motivi di eccezionale gravità e
urgenza. La difesa della bellezza naturale e
dell’integrità del paesaggio non può essere
liquidata come la vacua ossessione di un manipolo di
esteti irresponsabili. In essa si manifesta il nucleo
vitale – irrinunciabile – di un percorso
di civiltà che ha modellato nei secoli
l’identità culturale dell’intero
Occidente. Sarà questo il perno ideale intorno al
quale si articoleranno – pur nella diversità
dei vari punti di vista – le due giornate del
Convegno.Dopo
il link il programma completo.
EOLICO E MAFIA: Carlo Ripa di Meana ed il CNP denunciano "Era ora, da sempre tutti sapevano"
Il sistema dell'eolico in Italia è peggio della speculazione edilizia.
Terreni che non valgono nulla; arrivano i " facilitatori", e con la piccola politica locale li fanno diventare oro, grazie alle autorizzazioni ad erigere i gigantesci pali.
Poi i “facilitatori” ( vedi il reportage di Marco Lillo dell’Espresso ) se ne vanno e cedono alle multinazionali che possono vantare mani pulite.
Qualcuno ha messo in piedi questo affare con incentivi spropositati, i più alti d'Europa e con contributi in conto capitale abnormi e spesso anche contra legem ( vedi inchiesta sui fondi della legge 488 della procura di Sassari).
Un sistema normativo al quale ha dato l'assenso incondizionato ed entusiata Legambiente. Alla quale si può perdonare di non capire nulla di paesaggio, vista la loro formazione da periti chimici, ma non si può perdonare di fare la verginella, come nel suo comunicato di ieri nel quale lamenta assenza di regole in Sicilia.
Sanno e sapevano tutto su come vanno le cose. Al punto che in Basilicata oltre 4 anni fa un loro dirigente venne scoperto ad offrire ad una singola società la propria opera per " far percepire meglio il vantaggio di una centrale eolica alle popolazioni locali ", dietro lauti compensi.
Oggi dunque se la distruzione di territorio e paesaggio si è spostata dalle aree metropolitane ai santuari più remoti del paesaggio e dell'ambiente nazionali, se la speculazione avanza contro il paesaggio con complicità varie, ed ora anche criminali, sappiamo chi ringraziare.
.
Le regole mancano in tutta Italia, a meno che non si vogliano considerare regole le 4 sciocchezze del protocollo ANEV-Legambiente.