Comitato Nazionale del Paesaggio

EOLICO E MAFIA: Carlo Ripa di Meana ed il CNP denunciano "Era ora, da sempre tutti sapevano"


Il sistema dell'eolico in Italia è peggio della speculazione edilizia.

Terreni che non valgono nulla; arrivano i " facilitatori", e con la piccola politica locale li fanno diventare oro, grazie alle autorizzazioni ad erigere i gigantesci pali.
Poi i “facilitatori” ( vedi il reportage di Marco Lillo dell’Espresso ) se ne vanno e cedono alle multinazionali che possono vantare mani pulite.
Qualcuno ha messo in piedi questo affare con incentivi spropositati, i più alti d'Europa e con contributi in conto capitale abnormi e spesso anche contra legem ( vedi inchiesta sui fondi della legge 488 della procura di Sassari).

Un sistema normativo al quale ha dato l'assenso incondizionato ed entusiata Legambiente. Alla quale si può perdonare di non capire nulla di paesaggio, vista la loro formazione da periti chimici, ma non si può perdonare di fare la verginella, come nel suo comunicato di ieri nel quale lamenta assenza di regole in Sicilia.
Sanno e sapevano tutto su come vanno le cose. Al punto che in Basilicata oltre 4 anni fa un loro dirigente venne scoperto ad offrire ad una singola società la propria opera per " far percepire meglio il vantaggio di una centrale eolica alle popolazioni locali ", dietro lauti compensi.

Oggi dunque se la distruzione di territorio e paesaggio si è spostata dalle aree metropolitane ai santuari più remoti del paesaggio  e dell'ambiente nazionali, se la speculazione avanza contro il paesaggio con complicità varie, ed ora anche criminali, sappiamo chi ringraziare.
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Le regole mancano in tutta Italia, a meno che non si vogliano considerare regole le 4 sciocchezze del protocollo ANEV-Legambiente.